I Vascelli da guerra  

a cura di Alessandro BELLOTTO

 

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  La seconda guerra anglo-olandese del 1665

   Dovettero trascorrere ancora alcuni mesi prima che entrambe le flotte decidessero di salpare le ancore. Entrambi i comandi, sapevano sin troppo bene che intraprendere una belligeranza con l'inverno ancora in corso, non sarebbe convenuto a nessuna delle due fazioni, i venti del nord e le correnti nella manica avrebbero causato non pochi problemi alla navigazione, ragion per cui, quasi tacitamente, fu rimandato il tutto a tempi migliori, e, fintanto che le flotte ottimizzavano i preparativi, gli equipaggi e gli ufficiali comandanti ne approfittarono per riposarsi, rintanandosi ciascuno nei ritrovi a loro più congeniali, per spassarsela nel migliore dei modi.

     Gli olandesi, dal canto loro, misero a punto una flotta composta da 103 vascelli da guerra, alla quale aggregarono ben 30 brulotti ed un certo numero di naviglio minore considerato come una sorta di staffetta porta ordini, alla quale facevano capo una moltitudine di circa 21.500 uomini e forse più, fra i quali vi erano gli addetti alle artiglierie, un complessivo di 4869 bocche da fuoco. Una cosa davvero poderosa. L'intera organizzazione fu posta sotto il Comando di Jacob van Wassenaer-Obdam, uomo di comprovate capacità, che issò le sue insegne sul vascello "Eendracht" da 76 cannoni. In questa occasione gli olandesi misero a punto un certo numero di navi da battaglia di Tonnellaggio maggiore, in luogo delle precedenti e che disponevano di un armamento minore di soli 50 cannoni.

     Forse... col senno di poi, riferendosi agli eventi che stavano per accadere, taluni storici hanno asserito: ... meglio sarebbe, se al comando della flotta vi fosse stato l'Ammiraglio de Ruyter, purtroppo egli si trovava in Africa intento a recuperare i possedimenti che Holmes aveva sottratti all'influenza olandese. Ma la storia come sappiamo, non tiene mai conto di nessuna circostanza, essa si attiene solamente alle vicende che l'uomo ha voluto predisporre, ciò che poi sarebbe accaduto, sarebbe dipeso esclusivamente dal fato.

     Il 16 Giugno del 1665 solo un paio di giorni prima del micidiale scontro, la flotta olandese proveniente da est, fu avvistata al largo della costa orientale inglese a circa quaranta Miglia dal porto di Lowestoft, sulla contea di Suffolk, che guarda verso il mare del nord, soprannominata "The Sunrise Coast" proprio per il panorama che essa offre all'alba. Ebbene: allo sguardo di chiunque, in quel frangente storico, avesse guardato verso l'orizzonte, poteva per davvero apparire uno scenario di straordinario fascino; una miriade di vele sciorinate al vento davano spettacolo di sé, sottolineando una forza navale di proporzioni davvero imponenti. Subito, il capitano James Lambert che si trovava a pattugliare quel braccio di mare, diede l'allarme sparando un colpo di cannone. L'intera flotta inglese, ancorata a ridosso della costa, spiegò a sua volta le vele quasi simultaneamente, sfoggiando una mirabile manovra, sotto le direttive del Duca di York, Giacomo Stuart, grandammiraglio e comandante in capo. Questo dette l'inizio a quella che passerà alla storia come "La battaglia di Lowestoft".

     Per la prima volta nella storia della Marina inglese, fu stabilito un preciso ordine di battaglia; ciascun gruppo aveva ricevuto precisi ordini sull'allineamento definitivo che l'intera flotta doveva assumere per dare battaglia. Lo schieramento era così suddiviso: il Principe Rupert, guidava l'avanguardia a bordo della "Royal James" da 78 cannoni, seguito dal Lord High Admiral sulla "Royal Charles" anch’essa da 78 cannoni al centro dello schieramento, a seguire il conte di Sandwich sulla "Royal Prince" da 86 cannoni che chiudeva la retroguardia; il tutto per un complessivo di 4192 cannoni, ben 677  meno degli olandesi, con la sola differenza che i cannoni inglesi, nella stragrande maggioranza, erano di calibro e gittata superiore. Dal principio entrambe le flotte si studiarono vicendevolmente, ciascuna ambiva a posizionarsi nel migliore dei modi, ma due giorni dopo, allor quando entrambe si trovarono allineate su una rotta opposta ma parallela, sembrò che il giusto momento fosse arivato... il vento, in quel preciso momento favoriva la squadra olandese e tutti si aspettavano che Obdam segnalasse alla flotta di attaccare. Niente, al colmo dell'irragionevolezza, dall'ammiraglia olandese non si levò nessun segnale. Fu una sorpresa anche per gli stessi inglesi. Nessuno mai seppe perché Obdam tergiversasse e questo, favorì senza meno gli inglesi, poiché durante la nottata il vento mutò direzione, questa volta favorendo la flotta inglese che trovandosi sopravvento, aveva ora tutte le chances a suo favore. Purtroppo la lunga attesa e l'ansia di combattere, scompaginò entrambi gli schieramenti, ciò non toglie, che all'alba del 13 Giugno, dopo i primi scambi di cannone, si scatenò l'inferno. In quel primo momento di confusione che ne seguì, comunque, ciascuna nave dei due schieramenti aprì il fuoco contro quella nemica mentre la incrociava, dopo di che, si aveva il tempo di ricaricare le batterie prima di affiancare la successiva e così di seguito, sino a che l'intera flotta non era sfilata al completo.

     Dopo questa prima azione, le flotte eseguirono le manovre per allinearsi nuovamente ed eseguire un secondo passaggio, e, data la lunghezza dell'allineamento, prima che i convogli si trovassero nuovamente a tiro, trascorsero alcune ore e così, in questo frammezzo, trovandosi fuori portata dei cannoni, il fuoco cessò, dando respiro agli equipaggi e ai chirurghi il tempo di intervenire.

     Dopo il secondo passaggio, onde ottemperare al meglio risparmiando polvere da sparo e munizioni, gli inglesi cercarono di porsi sulla medesima rotta degli olandesi, ma tra il fumo e la generale confusione, la manovra non riuscì molto bene; alcuni capitani erano morti o le rispettive navi avevano subito gravi danni alle attrezzature e non erano più in grado di governare e di fatto, ne conseguì una mischia furibonda. Le navi si arrembavano rabbiosamente l'una contro l'altra e le fiancate si susseguivano altrettanto furiosamente una dopo l'altra. Ad un certo punto della battaglia, il conte di Sandwich fu attaccato da Obdam, al quale si unirono altre tre navi olandesi e per più di due ore i combattimenti seguitarono furiosi. Finalmente, il Duca di York accorse in suo aiuto, attirando su di sé l'Ammiraglio olandese; ne seguì un sanguinoso  combattimento a distanza ravvicinata, dove il Duca stesso fu ferito ad una mano da una scheggia di cranio di un ufficiale che stava al suo fianco, che fu colpito da una bordata incatenata. Dopo più di un'ora, il duello tra le due Ammiraglie cessò... non si sa se per un incendio scoppiato a bordo o per una granata che colpì la S. Barbara, improvvisamente la nave di Obdam esplose letteralmente in aria, dei 409 uomini dell'equipaggio, solamente cinque vennero tratti in salvo.

     A seguire, tutte le navi furono coinvolte i sanguinosi combattimenti, come la "Oranje", della compagnia delle Indie olandesi, convertito a vascello da guerra, che attaccò il "Royal Charles", ma fu a sua volta circondato e attaccato contemporaneamente da altre due navi inglesi, il "Mary" e la "Royal Catherine" e poi ancora da un'altra nave che risultò essere "la Essex" cosicché il suo capitano olandese fu costretto ad arrendersi.

     Dopo che la "Eendracht" esplose in aria, secondo gli ordini, il comando passò al vice Ammiraglio Jan Everstsen, di nazionalità zelandese, ma anch'egli ferito aveva a sua volta passato il comando al suo secondo in comando, ma quando questi si defilò dalla battaglia perché impossibilitato a governare, altri tre Ammiragli olandesi issarono le insegne di comandante in capo, e solo perché nessuno voleva sottostare all'altro. Ne conseguì una confusione tremenda. Molti capitani intesero la ritirata di Evertsen, come un opportuno segnale di abbandonare la mischia e si ritirarono, altri non sapevano più chi guardare. Fu un caos totale. Addirittura alcune navi olandesi si scontrarono tra loro e furono raggiunte da un brulotto nemico che le incendiò irrimediabilmente, altre gravemente danneggiate si arresero. Insomma: l'intera flotta olandese cadde nella confusione più totale.

     Al calare della sera, gli olandesi batterono in ritirata, subito le navi al seguito del Duca di York con la "Royal Charles" in testa, si dettero all'inseguimento, ma non riuscirono a raggiungerle, questo perché, durante la notte, mentre il Duca di York riposava, qualcuno affermò che prima di coricarsi, egli aveva lasciato detto di ridurre la velatura. Sembra che il latore di questa asserzione fosse lord Brouncher. Al suo risveglio però, questi chiese perché mai la velatura era stata ridotta e quando l'Ammiraglio Penn, gli riferì quando aveva lasciato detto tramite il suo portavoce, lord Brouncher, non disse nulla. Forse perché era già pago e  soddisfatto della vittoria che aveva riportato il giorno precedente.

 

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