I leggendari Clipper  

a cura di Alessandro BELLOTTO

 

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I Clipper Italiani

   Non di meno furono i Clipper che sotto le insegne della nostra bandiera solcarono l’onda lungo le rotte Australiane o assicurando i collegamenti con l’America Latina. Molti di questi bastimenti furono acquistati dai nostri armatori a prezzi decisamente convenienti, altri furono costruiti nei cantieri italiani di Sestri Ponente. La nostra cantieristica, sempre famosa, realizzò alcuni tra i più bei Clipper di quell’epoca tra cui il Cosmos, primo fra tutti, che fu realizzato in rovere e quercia  su progetto dei fratelli Catenaccio, era lungo 70 mt. per una stazza pari a 1759 T.  fu varato nel 1865 poteva imbarcare 40 passeggeri in cabine di lusso e altrettanti 650 passeggeri in cabine comuni. Nel suo viaggio inaugurale tra Genova e Montevideo impiegò 51 giorni, un tempo di percorrenza di tutto rispetto, se si considera che veniva compiuto con molta regolarità. Purtroppo nel dicembre del 1869 nel tentativo di doppiare Capo Horn, a causa delle condizioni proibitive riportò gravi danni e fu costretto a riparare a Genova dove fu posto in disarmo. Ormeggiato alle Grazie a La Spezia fu distrutto da un incendio nel 1879. Vi furono ancora altri Clipper costruiti nei cantieri italiani come il Saturnia Fanny e l’Australia, entrambi lunghi 73. 9 mt. con una stazza di 1594 T. che coprivano rispettivamente le rotte con l’Oriente e l’America del Sud, trasportando carichi misti; purtroppo entrambi ebbero una fine ingloriosa perché furono silurati dai sommergibili tedeschi nel 1916. Un'altro bellissimo veliero da citare è il Francesco Ciampa, (foto 23) costruito nei cantieri Ansaldo di Sestri Levente e varato il 28 febbraio 1890, al comando del Capitano Michele Maresca, fu impiegato al trasporto di carbone all'andata e grano al ritorno, tra l'Europa e le coste americane del Pacifico, sempre doppiando Capo Horn. Successivamente si dedicò a noli sempre meno importanti trasportando merci di vario genere errabondando di porto in porto. Durante un trasferimento a Valparaiso con un carico di carbone fu distrutto da un incendio.

   Dunque attorno al 1840 anche le vele italiche  cominciarono ad affacciarsi nel teatro dei traffici  internazionali, navigarono anche lungo le rotte di tutto il mondo, ivi compresa la rotta più turbolenta,  che per quasi un secolo ha soppesato i destini di migliaia di vite umane. Attorno al mitico Horn, si sono realizzate le imprese e i disastri di molte unità della nostra marineria, tra cui va sicuramente annoverata l'impresa del Comandante Carlo Persano (appendice D) ...(futuro protagonista della battaglia di Lisa che sarà più tardi combattuta nelle acque del Mediterraneo settentrionale lungo la costa Dalmata)  che nel 1844 a bordo del brigantino Eridano di 450 Tonnellate, doppiò il Capo Horn con rotta ponente... la rotta più difficile. Questo piccolo veliero da guerra non era certo un Clipper, ma ugualmente è giusto sottolinearne  il  valore e la perizia marinara con cui il Comandante Persano e il suo equipaggio hanno saputo affrontare Capo l'Horn, oltretutto anche perché, per la prima volta, hanno degnamente rappresentato nelle acque del Pacifico le insegne della Marina Sarda. Persano è stato il primo e unico Ufficiale della Marina da Guerra Italiana, di tutti i tempi, a compiere una simile  impresa. 

   Altre furono negli anni a seguire le unita navali italiane che tentarono l'impresa, ma non tutte ebbero successo, molte furono segnate da un destino più amaro come la nave San Giorgio, che nel settembre del 1854 scomparve con tutto l'equipaggio, passeggeri compresi,  a Sud del tumultuoso Capo. Due anni più tardi nel 1856, l'Alessandria, impiegò 50 giorni solo per doppiare il Capo, lottando costantemente con venti imperiosi e sempre contrari, e proprio in quelle circostanze vide affondare quattro navi.  Nel 1869 i bastimenti Genio e Garibaldi, provenienti da Genova che trasportavano emigranti diretti in Perù vennero disalberati, e furono costretti a riparare a Montevideo. 

   La cronaca di quei tempi è ricolma di queste estreme vicissitudini, e a riportarle tutte, sarebbero davvero un dramma. Anche quando i tempi si affacciarono nel nuovo secolo, cioè anche quando i bastimenti furono costruiti più robusti, in ferro, e i sistemi di calcolo delle rotte più esatti e gli equipaggi più attenti: le cose non cambiarono, anzi, il 1907 fu un anno nefasto e così pure il 1908. In quell'anno nave Volturno carica di carbone venne letteralmente e tragicamente rigettata dai flutti su una baia desolata. Ciò nonostante, le insegne del tricolore hanno  sempre continuato a sventolare sugli alberi di altrettanti bellissimi bastimenti, e anche se pur con alterne vicende, hanno sempre continuato ad affrontare i mari e gli oceani del mondo, sotto il comando di uomini arditi e capaci.  Non da ultimo è doveroso fare un cenno al Carmen, un Clipper di 400 Tonnellate acquistato in California e  battente bandiera uruguayana e posta sotto il comando di Giuseppe Garibaldi e con il quale, l'eroe dei due mondi,  nel settembre del 1853, salpò da Callao in Perù diretto a  Boston. Garibaldi non era nuovo nell'esercizio di comandante di velieri, egli aveva al suo attivo lunghi anni di navigazione, egli stesso era un marinaio di comprovata esperienza ed era in possesso di un regolare patentino di "Segundo Pilota de Altura rilasciato dalla capitaneria di Porto di Callao. Patentino che alcuni anni più tardi venne da Lui stesso depositato presso la Capitaneria di Porto di  Genova e dove tutt'ora è conservato,  regolarizzando così la sua posizione e ottenendo il brevetto di "Capitano di lungo Corso", con la facoltà di comandare qualsiasi tipo di nave. 

   Così, anche Giuseppe Garibaldi ebbe il battesimo del mitico Horn ...ed egli seppe governare con perizia la sua nave attraverso l'infido stretto e risalire poi la costa americana sino a Boston. 

 

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